Progetto Madre Terra

Associazione Sportiva Culturale

Progetto Madre Terra

Il progetto

Il 1001 è un esperimento sociale e nasce dall’unione di aspettative, di sogni e possibilità. L’unione ha permesso che si delineasse come uno spazio di socializzazione, con il nobile obbiettivo di dare voce alle idee, alle capacità di ogni singola persona.
1001 è un laboratorio condiviso, pratico che stimola e accende le potenzialità di ognuno. Vuole essere un contenitore dinamico, eclettico non convenzionale dove l’espressione possa liberarsi, dove il tempo possa essere costruttivo. Il 1001 accoglie arti, musica, sport, cultura, cucina, mestieri, eventi, socialità, corsi, formazione e crescita professionale.
A livello locale è emersa la necessità di sviluppare spazi di condivisione tra organizzazioni no-profit, imprese del territorio e istituzioni locali in grado di accogliere i migranti, valorizzarne le risorse, idee e capacità a beneficio dell’intera comunità.
Risulta importante, infatti, innescare innovativi percorsi di convivenza che rispondano a un modello di società inclusiva fatta di relazioni di eguaglianza e di reciproca contaminazione.
Nello specifico la coop. soc. Il Santo ha fatto emergere l’esigenza di trovare nuove modalità di interazione con i richiedenti asilo utili a accrescere il loro potenziale occupazionale con l’obiettivo di realizzare futuri inserimenti lavorativi.
La proposta progettuale nasce dalla volontà dell’associazione di entrare in relazione con una realtà particolare come quella dei Centri di Accoglienza Straordinaria e con i migranti richiedenti asilo che li abitano. Nello specifico l’associazione ha il desiderio
di attivare questo progetto pilota con i ragazzi che risiedono presso il podere gestito dalla coop. soc. Il Santo nel comune di Monteriggioni.
L’idea iniziale è quella di trovare un nuovo modo di interagire e fare integrazione con i migranti con l’obiettivo di favorire percorsi di autodeterminazione attraverso forme di partecipazione attiva finalizzate a promuovere la crescita personale e professionale dei singoli membri. Il progetto mira ad invertire la rotta che vede i migranti meri consumatori di proposte e programmi delle organizzazioni offrendo loro l’opportunità, invece, di sviluppare essi stessi progettualità che li riguardano. A partire dallo sviluppo di diverse capability come l’intraprendenza, lo spirito di iniziativa, l’autonomia organizzativa e il problem-solving i migranti potranno innescare un percorso che, attraverso la formazione e la sperimentazione operativa, li conduca a realizzare il proprio progetto creativo.
La nostra proposta progettuale quindi si basa sulla consapevolezza che per accrescere le opportunità occupazionali dei ragazzi richiedenti asilo non basti organizzare corsi di formazione obbligatori e generici ma occorra partire dalle loro conoscenze, capacità ed inclinazioni per poterle valorizzare e indirizzarle verso un ambito lavorativo.
L’intervento proposto promuove una metodologia fortemente partecipativa che prevede la collaborazione attiva dei soggetti destinatari e allo stesso tempo fautori del progetto. Per la realizzazione dell’intervento si procederà con la strutturazione di un modello sperimentale di attività e collaborazioni che possa essere replicato in altri contesti territoriali con le medesime modalità. Lo sviluppo di politiche di lavoro attive rivolte ai migranti rispondenti anche al bisogno di favorire un processo di
integrazione di qualità riflette il carattere innovativo della metodologia proposta.
Le attività previste nella proposta progettuale possono migliorare il benessere dei migranti accolti in centri di accoglienza. Sperimentare progettualità nate dal lavoro di gruppo ed in linea con le singole aspirazioni, conoscenze e capacità significa infatti
offrire ai migranti l’occasione di mettersi in gioco attivamente e di valorizzare il loro tempo spesso vanificato in momenti vuoti e privi di stimoli. Inoltre, la nostra proposta permetterebbe di ampliare le prospettive future dei migranti a partire dallo sviluppo
del loro potenziale occupazionale.
Le azioni di messa in pratica dei progetti e della loro condivisione invece potrebbero migliorare il processo di integrazione dei migranti con la comunità territoriale dando spazio a nuove relazioni e collaborazioni utili alla realizzazione di una convivenza virtuosa a livello locale.
Il progetto ha ottime possibilità di essere replicato. Infatti, grazie alla rete di collaborazioni realizzata, il progetto sarà concretamente riproducibile anche in altri centri di accoglienza ed in linea generale anche in altri contesti in cui è necessario
sviluppare, seguendo una logica di gruppo, sviluppare competenze spendibili in ambito occupazionali.
Crediamo inoltre che questa esperienza sul campo possa essere la base per un ulteriore sviluppo di idee/ eventi/attività, in un’ottica spirale di continuo miglioramento e di progressiva intelaiatura, con la realtà locale di associazioni e organizzazioni di volontariato. Infatti, l’ambito territoriale in cui il progetto si realizza è inter-comunale. Le attività avranno luogo in modo diversificato nel Comune di Colle Val d’Elsa, di Monteriggioni e di Siena.
Sulle diverse zone insistono i partner e i collaboratori coinvolti nel progetto che si occuperanno di svolgere alcune attività o daranno il loro apporto in termini di volontari o risorse. Tutto questo speriamo porti ad uno sviluppo e rafforzamento della cittadinanza attiva, della legalità e della corresponsabilità, anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni comuni
Non scordiamoci mai della nostra umanità Il desiderio è quello di contrastare le condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di -marginalità e di esclusione sociale, con particolare riferimento alle persone senza dimora, a quelle in condizioni di povertà assoluta o relativa e ai migranti
Le fasi del progetto saranno così articolate “Conoscersi”
Incontri di gruppo tra i volontari e i migranti residenti al podere “Il Santo”. Gli incontri avranno un organizzazione in fasi. La prima fase di “avvicinamento” sarà utile per trovare il giusto linguaggio e le modalità di interazione. La seconda fase di
“conoscenza” avrà come obiettivo l’individuazione di ambiti di interesse comune per la ricerca dell’obiettivo creativo comune. La terza fase sarà di “programmazione” operativa del lavoro e di comprensione di quale siano i compiti, l’atteggiamento ma soprattutto le conoscenze necessarie alla realizzazione.
“Formarsi” Attivazione di corsi di formazione utili alla realizzazione dell’obiettivo creativo individuato durante la prima attività. “Creare” Realizzazione del prodotto creativo individuato
“Condividere” Evento di condivisione degli obiettivi con altri centri di accoglienza per diffondere la pratica e incentivare altri giovani richiedenti asilo
Le realtà coinvolte nel progetto oltre a contenitore 1001 sono:
Cooperativa Sociale “Il Santo” La cooperativa sociale Il Santo, è una cooperativa sociale che si occupa di accoglienza e agricoltura sociale. Il Santo è la cooperativa che gestisce il caso che ospita i destinatari del progetto. La sua collaborazione consiste in un sostegno nell’organizzazione e realizzazione delle attività del progetto e nel mettere a disposizione terreni agricoli e spazi di azione eventualmente spendibili nella realizzazione dei progetti ideati dai migranti
Cooperativa Sociale “Pangea”
Cooperativa sociale di tipo A nasce a Siena nel corso dell’anno 2015. Svolge attività di accoglienza straordinaria rivolta a cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale, sulla base delle convenzioni in essere con la Prefettura di Siena, per conto del Ministero degli Interni.

 

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